Non luogo. Torquato Tasso enuncia la stesura del poema e chiede aiuto alle muse affinchè lo guidino e lo sostengano nella sua fatica letteraria (Canto l’arme pietose e’l capitano – oh musa) 

Gerusalemme – corte di Aladino. Il re della città è infuriato perché è venuto a conoscenza che una potente armata da oltre mare sta muovendo verso la sua città . (Veggio dicea de la notizia nova) L’esercito cristiano che lo sta insinuando è temibile e occorre ogni mezzo per fermarlo. Aladino chiama  Ismeno, astuto e diabolico mago, che consiglia di rubare l’icona della Vergine per indebolire il nemico 

( Nel tempio dei cristiani). Le arti oscure non sono sufficienti a scongiurare l’avanzata cristiana , Aladino chiama a raccolta tutti i più grandi guerrieri del suo regno tra cui la bellissima e feroce Clorinda, la prode guerriera carcassa (Costei gli ingegni femminili e gli usi). Aladino, malgrado il forte esercito e l’aiuto delle arti oscure, non è tranquillo e decide allora di inviare Argante, il suo più fidato campione,  come ambasciatore presso il capo delle Armate cristiane  Goffredo di Buglione affinchè desista dalla sua impresa 

( Giunta è tua gloria). Argante fallisce. Goffredo non accetta l’offerta di Aladino e scaglia il suo esercito contro la città. (Ali ha ciascuno). Arrivati davanti alla città Santa i cavalieri crociati hanno un sussulto e si inginocchiano rispettosi ed in preghiera di fronte ad essa.

( Dunque ove Tu Signor). E’ solo una breve parentesi prima dello scontro. Il primo scontro avviene contro l’esercito delle creature d’oltretomba evocate dal mago Ismeno. ( Mentre son questi alle bell’opre intenti ). In difesa dei cavalieri cristiani intervengono le legioni celesti che riescono a respingere le creature demoniache ma non riescono ad impedire che la lotta continui cruenta tra i due schieramenti.. Tra i cavalieri sul campo si trovano  Argante e Tancredi che duellano senza esclusione di colpi. Dalle mura della città la principessa Erminia, segretamente innamorata di Tancredi, suo nemico, assiste alla terribile lotta . (Costei che fu figlia del Re Cassano). E’ ormai notte e i cavalieri rientrano nei rispettivi accampamenti. Una tromba potente e mefitica squarcia l’aria e le orde a cavallo di Solimano assaltano il campo crociato. (Dan fiato allor ai barbari metalli). Dopo l’assalto di Solimano, altri scontri, altri tranelli, altre sortite, in una di queste perde la vita la bellissima Clorinda che muore tra le braccia di Tancredi  (D’un bel pallor ha il bianco volto asperso). Di nuovo all’opera il terribile mago Ismeno che getta il campo crociato in un nefasto incantesimo, un’arsura ed un’afa opprimente lo attanagliano. (Non esce il sol giammai). Un’altra insidia tremenda aleggia sui cavalieri crociati, la bellissima e suadente maga Armida che è riuscita ad irretire Rinaldo, uno dei più valorosi duci cristiani circuendolo e tenendolo nella sua lussuriosa dimora (Oh giovanetti). Ma Armida viene sconfitta dalla grande fede di Rinaldo che viene convinto a tornare dai propri compagni d’arme e la sua rabbia è tale che è disposta a compiacere chiunque riesca a eliminare Rinaldo (Io n’andrò pur). Rinaldo rientra appena in tempo nel campo cristiano perché un altro grande maleficio di Ismeno si è insinuato tra di esso e lui è l’unico che può sconfiggerlo. 

(Oh quante belle). Liberato il campo dal potere tenebroso di Ismeno tutti i guerrieri cristiani invocano la vergine  per un momento di pace e serenità.( Ave Maria). Si avvicina il momento dello scontro finale e i guerrieri cristiani guidati da Goffredo chiedono l’aiuto divino per il superamento della battaglia (E lui dice in Te Signor). Lo scontro che ne segue è violentissimo e il terreno è tappezzato di corpi dilaniati e di armi frantumate (Cosi si combatteva). Dopo tanto orrore e tanto dolore l’esercito cristiano riesce  finalmente, malgrado l’eroica resistenza dei suoi difensori ad espugnare Gerusalemme ed entrare vittorioso nella città santa ( Cosi vince Goffredo)